Il Progetto

Il Progetto



Il progetto "Liver Smart Drug" ha come obiettivo la messa a punto di tecnologie innovative per lo sviluppo e la validazione, in ambito industriale, di sistemi nanostrutturati macromolecolari per la cura efficace del tumore al fegato in termini di miglioramento della biodisponibilità dei principi attivi, miglioramento dell’indice terapeutico e rilascio controllato e mirato.

Il progetto partirà da precedenti risultati della ricerca ottenuti mediante il progetto PON - settore SALUTE DELL’UOMO E BIOTECNOLOGIE, Progetto “HIPPOCRATES PON02_00355_2964193: Sviluppo di Micro e Nano-Tecnologie e Sistemi Avanzati per la Salute dell’uomo”, presentato al MIUR dal Distretto Sicilia Micro e Nano Sistemi (soggetto attuatore) ed approvato al finanziamento con DM Prot. 427/RIC Del 19.07.2012) che hanno permesso di ottenere eccellenti risultati nella cura del tumore al fegato mediante prototipi avanzati di nanosistemi molecolari a base di un poliamminoacido sintetico biocompatibile, (SmartDrug for Liver – LSD1) che sono stati oggetto di deposito di un brevetto (Inventori: G. Pitarresi, M. Cervello, A. Azzolina, R. Puleio, G.R. Loria, S. Puleo, G. Giammona “Nanoparticelle per il rilascio controllato di Sorafenib” Domanda numero: 102017000017594, data presentazione 16/02/2017, proprietà: Distretto Tecnologico Sicilia Micro e Nano Sistemi S.C.A.R.L.).
In particolare sono state realizzate e caratterizzate nanoparticelle a base di un copolimero brush siglato PHEA-BIB-ButMA (PBB), sintetizzato a sua volta mediante Atom Transfer Radical Polymerization (ATRP) partendo dall’a,b-poli(N-2-idrossietil)-D,L-aspartammide (PHEA) e dal butilmetacrilato. Nanoparticelle di PBB sia vuote che contenenti Sorafenib sono state preparate utilizzando il metodo della dialisi ed hanno mostrato una forma sferica, dimensioni di circa 200 nm, potenziale zeta negativo e la capacità di consentire un rilascio prolungato di Sorafenib in fluido fisiologico. Tali nanoparticelle sono stabili anche dopo conservazione per tre mesi a differenti temperature. 

Studi in vitro
hanno dimostrato una migliore efficacia delle nanoparticelle di PBB contenenti Sorafenib rispetto al farmaco libero. Studi in vivo su un modello di xenograft di tumore epatico impiantato su topi, hanno mostrato un significativo aumento dell’efficacia di tali nanoparticelle contenenti Sorafenib nell’inibire la crescita tumorale rispetto al Sorafenib libero, dopo somministrazione intraperitoneale. Inoltre, studi di biodistribuzione in vivo hanno dimostrato che le nanoparticelle di PBB contenenti Sorafenib si accumulano in maniera preferenziale nella massa solida tumorale mentre la loro presenza negli altri organi è inferiore rispetto a quella mostrata dal farmaco non veicolato. Pertanto i risultati ottenuti da tali studi suggeriscono che tali nanoparticelle rappresentano ottimi potenziali candidati per il rilascio direzionato di Sorafenib nel trattamento dell’HCC.

L’obiettivo ultimo sarà l’ingegnerizzazione e l’ottimizzazione di tali sistemi fino alla loro validazione tecnologica in ambito industriale, al fine di attrarre investimenti di capitale presso la regione Sicilia da parte di multinazionali farmaceutiche come la Bayer che è la casa farmaceutica che ha in commercio il Sorafenib.